NEWSLETTERS

 

Newsletter n° 11 – 16 Novembre 2017

Mie care,

giugno…
Era giugno quando ho scritto la mia ultima newsletter.

La mia estate è stata così piena e complicata, nel bene e nel male, che l’attività di blogger che mi sono inventata (e che mi piace e mi diverte) è stata messa all’ultimo posto di tutti gli impegni e le emozioni.
Almeno non ho corso il rischio di annoiare…

L’evento più triste di questa estate è stata la perdita di mio padre, novantenne e malato da tempo, ma comunque uno dei grandi affetti della mia vita. Una perdita come questa porta con sé ricordi, emozioni, pensieri. In fondo a questa email allego le poche parole che ho letto (parlare a braccio non era facile) per salutarlo.

Al dolore per la sua mancanza si è aggiunta la preoccupazione per mia madre, che ha cominciato a vivere da sola per la prima volta in 86 anni. All’inizio, la ragazza se la stava cavando molto bene. Aveva ripreso a far ginnastica, usciva a pranzo con le amiche e a cena con i nipoti, andava al cinema e alle mostre. La forza delle donne… Adesso è un po’ ferma per un doloroso problema di salute, ma siamo tutti fiduciosi che si risolva. In questo post la sua ricetta del vitello tonnato, che ha preparato a casa mia, aiutata da Tommaso.
Un’altra deliziosa ricettina di una bisnonna (nonna Pucci, mamma di Patti) la potete trovare qui, in uno degli ultimi post.

Qualche cosa della mia estate la potete anche leggere su un brevissimo post (10 immagini per la mia estate) del blog. In realtà, leggendo il post potrebbe sembrare un’estate rilassata e tranquilla, ma così non è stata. Basti pensare che in tutti quei mesi non ho fatto una delle cose che più mi piace al mondo, e cioè nuotare, che sia al mare o nei miei vicinissimi (10 minuti da casa mia) laghi.

Ho lavorato tantissimo (ho finito praticamente ieri le ultime consegne dei miei libri), ma ho anche ospitato parenti e amici da ogni parte del mondo. Tutto bellissimo, ma ognuna di voi sa quanto tempo e quante energie ci vogliono per accogliere, nutrire e accudire. Una scheda tratta dal mio lavoro la potete leggere nel post Agenda 2030 – Obiettivo 5, su un tema che mi interessa molto.

A settembre, poi, ho fatto uno dei più bei viaggi della mia vita, in Iran; lo racconto qui nel blog e anche qui su un blog iraniano, con alcune bellissime foto di Paolo. Meno male che erano già fissati i voli, perché forse altrimenti non avrei avuto il coraggio di partire, con tutti gli impegni e i carichi di responsabilità che mi sentivo sulle spalle. Meno male davvero, perché sono felice di aver visitato un Paese meraviglioso, con uno dei popoli più accoglienti del mondo. In particolare ho amato e ammirato le ragazzine e le giovani donne, forti, determinate, curiose, aperte, gentili. A volte ci dicevano (a me, Patti e Adriana) ‘bello vedere donne della vostra età viaggiare’: all’inizio ci stupivamo, ma poi abbiamo capito che con queste parole manifestavano la loro voglia di imitarci, crescendo libere e con un futuro aperto al mondo.

Forse è  proprio questa l’unica cosa a cui possiamo attaccarci, in questo periodo in cui movimenti xenofobi, omofobi e di destra violenta stanno ampliando la loro popolarità, nutrendosi di ignoranza e di chiusure preconcette. Abbiamo bisogno di ragazzi e ragazze che hanno voglia di viaggiare per conoscere l’altro, che desiderano confrontarsi, all’estero e anche a casa propria, con altre culture, altre storie, altre esperienze. In famiglia, a scuola, nelle associazioni non dobbiamo mai smettere di facilitare questi incontri, usando tutti gli strumenti per ampliare i confini delle loro menti. La cucina, un film, un libro, una foto, una notizia da commentare, tutto può essere un’occasione per farli sentire cittadini del mondo. Importanti sono anche riviste come Internazionale e notiziari come Esteri di Radio Popolare e il bel Tg Mondo di Sky: grazie a loro, in questo panorama dell’informazione troppo italocentrico, si può andare oltre le schermaglie tra i nostri insoddisfacenti partiti o le disgrazie della nazionale di calcio. A quest’ultimo proposito, diffondo volentieri una notizia recente e allegra, e cioè quella dei successi della nazionale femminile: forza ragazze! mi sa che questa volta seguirò i mondiali…

Vi saluto con questa foto di due deliziose sorelle che ho scattato durante il mio viaggio iraniano, in una moschea di Shiraz.
A tutte voi, buon inverno, ragazze!
Rossella

Lettera per mio padre
Da bambina ne ero perdutamente innamorata.

A 8 anni lui ne aveva 36 e io pensavo che fosse l’età più bella per un uomo.

Dicevano che assomigliasse a Stewart Granger, ed è innegabilmente vero. Ma per me era più Cary Grant, l’attore che preferivo quando ero piccola.

Poi, da adolescente, ho rifiutato quello che consideravo il suo essere maledettamente borghese. Ho contrastato molto del suo modo di vivere, ma senza mai arrivare a veri scontri, io infiammata ma conciliante, lui sempre gentile e rispettoso.

Da adulta ho cominciato a capire quanto anche gli altri lo amassero e lo apprezzassero, sul lavoro, tra gli amici, anche nelle conoscenze brevi o casuali. Mi hanno raccontato della sua onestà e della sua professionalità, del suo rigore maniacale unito a una elasticità di vedute, del fatto di essere sempre sincero e affidabile.

I nostri stili di vita sono comunque rimasti diversi: l’unica volta che mi sono davvero arrabbiata con lui è stato quando non ha voluto concedere per qualche giorno la sua casa di montagna a una famiglia irlandese con cui io facevo scambio casa. Stupida io a insistere: non era una cosa che poteva capire.

Di bene ce ne siamo voluti molto, sempre, senza eccezione alcuna. E, come mio fratello, i miei figli e i miei nipoti, ho sempre saputo di poter contare su di lui, non solo economicamente, ma come presenza e sostegno reale in qualsiasi momento, qualunque cosa fosse accaduta.

In fondo, mio padre con la sua vita ha fatto quello che tutti dovremmo fare: far sapere, o meglio, far sentire a chi amiamo che noi ci siamo e ci saremo sempre, finché, come è accaduto ora, la morte, crudelmente, non ci separa.

 

Newsletter n°10 – 17 Giugno 2017

Care tutte, buongiorno.

In questo mese, tra i vari post pubblicati, ce ne sono stati alcuni che mi è piaciuto particolarmente scrivere perché hanno coinvolto memorie e ricordi importanti nella mia vita di madre (e che certo hanno fornito un imprinting nella mia vita di nonna).

Pensando a me come mamma di bambini, o ancora prima come futura mamma in attesa, mi sono trovata a riflettere sull’unicità dell’individuo e di come invece, dall’esterno, ogni persona sia vista come in una foto strettamente legata al momento presente. Certo, i tuoi amici di una vita e la tua famiglia (magari non i tuoi figli…) ti prendono in considerazione in divenire: per loro sei sempre tu, la giovane mamma che eri, la donna adulta e quella che si avvicina all’età anziana, tutte insieme, in fondo senza stupirsi delle rughe che crescono piano piano, del giro vita che si allarga e delle nuove e diverse questioni che ti trovi ad affrontare.
Ma all’esterno, per gli incontri occasionali (lavoro, nuove conoscenze, viaggi, nuove avventure in cui ti lanci…) tu oggi sei, inequivocabilmente, una donna sessantenne.

E allora, godiamocelo questo ruolo, in fondo qualche vantaggio ce l’ha. Credo infatti che siano più numerose le occasioni in cui stupisce piacevolmente vedere una sessantenne comportarsi in modo vitale e propositivo di quelle che ti fanno sembrare un po’ ridicola. E poi, si sa, il ridicolo sta tutto negli occhi di chi guarda 😉
Molto in tema è un’esperienza di questo periodo che ho raccontato in un post, un’esperienza che mi ha entusiasmato: un workshop di movimento, danza e teatro, ma anche di riflessione sul sé, per un gruppo molto variegato di donne over 60, ideato, animato e guidato da Silvia Gribaudi, attrice e coreografa che sono stata felice di incontrare nella mia vita.

Comunque, tornando ai ricordi, penso che facciano sempre bene. E poi sono un bagaglio di storie da raccontare, soprattutto in un blog come quello di Fantastic Nonna.

Uno dei ricordi di questo mese è legato a un oggetto molto evocativo, la culla. Una bella culla per neonato che è passata tra parenti e amici, rinfrescata e riamata a ogni nuova nascita.

L’altro riguarda i momenti che hanno preceduto la nascita dei miei figli (e la scoperta che tutti e tre sarebbero stati maschi). Da questa memoria è partita una riflessione sull’educazione dei figli maschi e sulla necessità, per la costruzione di una società realmente femminista (che per quanto mi riguarda significa paritaria, egualitaria, senza differenze di genere), di far evolvere la tradizionale prospettiva. Non dobbiamo lavorare soltanto per rendere consapevoli, volitive e forti le nostre ragazze, ma dobbiamo impegnarci per allevare dei ragazzi sensibili, autonomi e collaborativi, rispettosi dell’altro. Anche in bagno 😉 (questa la capite se leggete il post…)

Dopo un primo esperimento ho continuato a tradurre le ricette di Fantastic Nonna in inglese, come questa sull’insalata russa di famiglia. Ho approfittato dell’aiuto di David e Kahn, anche se poi ho voluto rimaneggiare la traduzione, con il risultato di produrre un inglese forse un po’ broccolino. D’altra parte i post del blog non sono mai la ricetta punto e basta, ma sono legate a storie, ricordi, cenni biografici: quindi non è facile una traduzione che segua fedelmente le emozioni e il filo dei pensieri. Comunque il risultato mi incoraggia a proseguire, dove posso faccio io, poi vediamo. Nella pagina Facebook, FantasticNonna’s Italian cooking, ho inserito anche spezzoni di vecchi film che raccontano dell’italianità in cucina e rimandi a post di altri blog in inglese, sull’Italia e il suo cibo, che mi piacciono, come il sempre amato CasaChiesi.com

Un’ultima nota su un argomento che mi ha molto colpito. Nelle elezioni dell’11 giugno la sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini, non è stata rieletta.

La sua voce, che si è elevata forte e chiara a favore dei diritti dei più deboli, esseri umani non italiani ma che importa, ha rappresentato l’opposizione all’indifferenza alla strage dei migranti, un esempio per tutti noi. Ha avuto per la sua opera e la sua testimonianza riconoscimenti internazionali di ogni tipo. Ma questo non è stato sufficiente, hanno prevalso invidie e calcoli politici, e la maggior parte dei lampedusani ha voluto tornare a un vecchio ordine, con la solita parola d’ordine, che sta diventando davvero troppo di moda, “prima noi e poi gli altri”.  Anche se questo avesse un senso, se esistesse davvero un altro da noi, quando arriverebbe questo “poi”? Quando riterremmo sufficiente quello che abbiamo? Quando mai ci accontenteremmo di uno stomaco pieno, di una casa, di una pace, buoni servizi, una tv, un’automobile, un telefonino…? E’ veramente impressionante come si sia arrivati alla teorizzazione di un puro e semplice egoismo (che è anche il mio, naturalmente).
Scusate le banalità, ma credo sia meglio dirle che tacerle.

Un abbraccio a tutte.
E ricordate sempre che potete cancellavi facilmente dalla mailing list (magari dopo questo sfogo…).

Rossella

 

Newsletter n°9 – 22 maggio 2017

Ciao a tutte,
Scrivo questa mail in un momento particolare: da qualche giorno ci ha lasciato il mio amico carissimo, Sandro, l’amico di una vita. Per me è stato perdere un fratello per la seconda volta e anche in questo caso sarà lungo e difficile convincere il mio inconscio che se ne è andato veramente.
L’abbiamo accompagnato per l’ultimo saluto, in una cerimonia bellissima, molto partecipata e commovente, soprattutto per la presenza di decine di suoi studenti in lacrime, testimonianza di una professione di insegnante vissuta con passione e amore  (veramente non proprio l’ultimo saluto, perché lo ricorderemo ancora in una bella festa all’aperto, con vino e chiacchiere e musica…).
Dopo la cerimonia, molti di noi sono andati alla manifestazione al Castello, a Milano, la bella dichiarazione di una città contro tutti i muri, per una reale solidarietà tra i popoli e per l’accoglienza di chi scappa da fame e guerra. Una manifestazione gigantesca e confortante. Una opportuna conclusione di giornata. Poi a casa, stanchissima.

Parlavo di mio fratello. Proprio in questo ultimo periodo ho pubblicato sul blog una storia corredata da alcuni deliziosi biglietti di Giampaolo, disegnati in occasione del Châ de bebé di suo figlio, la festa che in Brasile si fa in famiglia prima della nascita di un bambino. Sono disegni che ricordavo, ce li aveva mandati da Sao Paulo, e che mi fa piacere aver ritrovato. Un piacere altrettanto grande è condividerli con altri, in questo post.

In un altro post racconto invece della prima lettera che noi nonni abbiamo inviato a Jimi, con la nostra foto da appendere in camera sua. Sembra che Jimi fosse sovreccitata da questo arrivo: i nonni sono sempre i nonni e ricevere posta da loro a 2 anni e mezzo è effettivamente una bella sorpresa.

Ma le foto non ci bastano e quando possiamo cerchiamo di vederci. Ora aspetto la famigliola per il prossimo weekend: un impegno dei genitori in Italia ci regala qualche giorno con la piccoletta. Così come un altro impegno del papà a Vicenza ha permesso di vederci una decina di giorni fa: tre ore andare e tre ore tornare, i nonni sono arrivati in giornata. Qui, su una scalinata,  bacio tra nonna e nipote.

Ho anche cominciato a pubblicare nel blog alcuni post in inglese; sono soprattutto post di ricette che inserisco, insieme alle ricette di cucina italiana di altri blog in inglese che mi piacciono (come Casa Chiesi), anche su una nuova pagina Facebook (per chi lo segue). Questi post sono diretti alle amiche anglofone, ma forse possono anche servire a fare un po’ di pratica in questa lingua, perché sono le stesse ricette pubblicate in italiano. Come, ad esempio, la ricetta della marmellata di fragole, qui in italiano e qui in inglese.
Un altro post che ho tradotto in inglese è quello che parla di Rina, la maestra di sfoglia emiliana e testimone di un’epoca di cui ho parlato nell’altra newsletter. E, a proposito, ho provato la ricetta della sua famiglia, il Gnoc ad furminton, la torta rustica, ed è venuta benissimo.

Vi lascio con dei versi di Robert Louis Stevenson che concludono il libro di Pia Pera, “Al giardino ancora non l’ho detto”, un bel libro che racconta in prima persona del fine vita. La poesia parla di bambini nelle notti d’estate, ma l’allegoria rimanda a chi, come Sandro, se ne è andato troppo presto.

Bed in Summer
A letto d’estate

In Winter I get up at night
And dress by yellow candle-light.
In Summer quite the other way,
I have to go to bed by day.

D’inverno mi alzo la notte,
E mi vesto alla luce gialla della candela.
D’estate è tutto il contrario,
Mi tocca andare a letto di giorno.

I have to go to bed and see
The birds still hopping on the tree,
Or hear the grown-up people’s feet
Still going past me in the street.

Mi tocca andare a letto e vedere
Gli uccellini saltellare ancora sull’albero,
Oppure sentire i passi dei grandi
Che se ne vanno ancora per la strada.

And does it not seem hard to you,
When all the sky is clear and blue,
And I should like so much to play,
To have to go to bed by day?

Ma non vi pare brutto,
Col cielo così chiaro e azzurro,
Quando si vorrebbe tanto giocare,
Dovere andare a letto di giorno?

Se volete togliervi dalla mailing list andate qui sotto, è facile.
Se invece volete andare a vedere le newsletters passate, le trovate qui sul blog.

Baci a tutte e tutti.
Rossella

 

Newsletter n°8 – 26 aprile 2017

Buongiorno mie care.
Ieri era il 25 aprile, bella festa di noi tutti.
Nonostante la pioggia, ma la pioggia c’è quasi sempre il 25 aprile. Mentre il primo maggio è di solito splendente e soleggiato (e speriamo che lo sia anche quest’anno).
Certo, una festa sempre meno unitaria (vi sareste mai immaginate un tempo un PCI che litiga con l’ANPI?)
E sempre più difficile mantenerla viva nelle nuove generazioni…

Una mia amica giornalista, Lucia Vastano, scrive su Facebook:

Ci siamo arresi e abbiamo finito per accettare questo mondo che non ci piace. Ricordiamo gli eroi e le eroine che lottarono e diedero la vita per liberare il Paese dai fascisti e dai nazisti, ma siamo incapaci di liberare la democrazia da chi la sta sfregiando. Inneggiamo alla resistenza, ma cosa aspettiamo? Che la liberazione ci piova dal cielo, ognuna e ognuno di noi ancorati nel nostro individualismo e nella nostra solitudine facendo finta di avere a cuore la comunità, ma in realtà cercando solo un posto al sole per noi stessi. Il 25 aprile deve essere il giorno della verità, lasciamoci alle spalle le ipocrisie della retorica e cominciamo a coltivare la liberazione dentro di noi, liberi dal nostro egoismo e dai pregiudizi. Non c’è liberazione senza resistenza. E la memoria giusta ci fa guardare al futuro e non al passato.

Sono note certo un po’ pessimiste, ma molto stimolanti e su cui è importante riflettere.

Tornando alle nuove generazioni, la nostra importanza è fondamentale. Noi abbiamo avuto la fortuna di sentire raccontare di quegli anni dalle voci dirette dei nostri nonni e genitori, ma a noi tocca il ruolo di tramite per figli e nipoti. Devo dire che, anche se con i figli è andata abbastanza bene, non vedo un compito facile la trasmissione della memoria ai nipoti… Però ci proviamo!

Comunque quando si parla di Resistenza, uno dei primi pensieri va a mia nonna Giulia, che ha perso il figlio partigiano a 23 anni. Più invecchio e più divento consapevole di quanto deve essere stata terribile per lei e per tutta la famiglia quella tragedia, peraltro condivisa allora da migliaia di famiglie in Italia, purtroppo, e ancora oggi in ogni guerra del mondo. Sempre più forte è il desiderio di raccontare la vita densa di questa nonna dolce, ma composta e riservata.

Sul blog tante cose nel frattempo.
Vi consiglio di leggere due belle storie, che arrivano da mondi diversi, di donne forti, combattive e che non si fermano mai: Rina Poletti e Miriam Grimaldi.

Un’altra bella storia è quella della geniale educatrice Giuseppina Pizzigoni, una storia che in questo post si intreccia con quella della mia mamma. La visita alla sua scuola Rinnovata, per lei dopo tanti anni, per me per la prima volta, è stata carica di emozione e anche di riflessioni sulla differenza tra quello che potrebbe essere la scuola e quello che molte volte è… Meno male che di insegnanti bravi, intelligenti e responsabili ce ne sono tanti e ognuno di noi, alle elementari, medie o superiori, prima o poi li ha incontrati. Ma quello che è più difficile da scalzare è il sistema… E sì che Montessori e Pizzigoni pensavano e operavano già un secolo fa.

In questo post ho invece messo le mie riflessioni su come provare a crescere individui aperti, solidali e non violenti. Mi piacerebbe sentire da voi altri suggerimenti, sono certa che ne abbiate di interessanti.

Vi lascio con un ritratto che ha fatto Paolo a quattro generazioni di donne, dalla bisnonna novantenne alla neonata che non ha ancora due mesi. Il ritratto l’ha voluto la giovane mamma, Lucia, e mi sembra sia davvero un bel modo per celebrare i forti legami intergenerazionali tra donne di una stessa famiglia. Io ho dovuto fare un salto (con tre figli maschi), ma ho recuperato alla grande!

18159988_1520172831360433_1631637417_o

Un abbraccio a tutte.
Rossella

 

logo1-1

Newsletter n° 7 – 8 marzo 2017

Ciao a tutte.
Scrivo oggi, 8 marzo, mentre mi sto preparando per andare alla manifestazione di Milano. Pronte giacca nera e sciarpa fucsia, come indicato dalle organizzatrici.

ed947310-a5a1-4110-b4d8-8e1ee3777aa6

Il clima effervescente di questa nuova stagione femminista ci fa tornare a molti anni fa. E non possiamo che rallegrarcene, perché è stato molto triste vedere l’avanzare, per anni, di una società che distruggeva nei fatti le conquiste di libertà e dignità delle donne.
Nonna, ma prima di tutto donna…

Comunque questo mese mi sono concessa una vacanza a Berlino. Oddio, vacanza… Io e Paolo abbiamo fatto i nonni a tempo pieno. Preparare e portare Jimi all’asilo, riprenderla, poi a fare la spesa con il passeggino avvolta in una coperta, perché faceva freddo, troppo freddo. Quindi niente parco giochi, ma si andava in uno dei tanti caffè attrezzati per accogliere e far giocare i bambini; e dove fanno il babyccino (latte schiumato in tazza piccola) di cui Jimi è golosa. Leggere e giocare con Jimi, il bagnetto, portare fuori Mickey, il cagnolino, la stufa a legna, le lavatrici… Un paio di serate concesse ai genitori, e anche una notte intera, perché dopo cinema e ristorante hanno dormito romanticamente in un hotel. Poi, la preparazione di una serie di cene con amici e parenti, a menu rigorosamente italiano, con qualche difficoltà a trovare gli ingredienti corretti.

Un gran lavoro, non ricordavo più, ma comunque bello. Per un periodo breve, bello. Però il pensiero è andato alle mie amiche nonne-babysitter: le ho capite finalmente fino in fondo, e sarò certamente più solidale con loro quando manifesteranno stanchezza e, a volte, anche insoddisfazione ;).

E nel blog, nel frattempo, che cosa è successo?
Due blog sull’Africa, uno sulla grande Nina Simone che, anche se americana, all’Africa è stata molto legata e un altro sulle nonne dei villaggi, che sono il miglior tramite per migliorare la vita delle donne dal punto di vista sanitario e sociale.
L’incontro con il Movimento AvaEva, nonne svizzere allegre e combattive. L’impegno di Giuliana, per portare scuole e salute nei villaggi indiani. La storia di Franca Viola, ora nonna, che ha segnato la vita di molte italiane della mia generazione. E altro che potete scoprire girovagando sul blog.

Per salutarvi allego un video, I am an immigrant, che ho apprezzato molto: è il mondo della moda americana che risponde alle politiche sull’immigrazione di Trump. Si, è vero, sono tutti belli e famosi, ma forse proprio per questo è particolarmente efficace; e poi, c’era da aspettarselo, è molto bello.

E poi ancora un altro video, Let me dance, altrettanto estetico, ma parecchio incoraggiante. E’ quasi un’anticipazione, perché mi sa che su questo farò un nuovo post.

Un abbraccio a tutte.
Al mese prossimo.
Rossella

 

logo1-1

Newsletter n°6 – 25 gennaio 2017

Care ragazze,
buon anno!

A dicembre niente newsletter, perché è stato difficile anche fare le cose obbligatorie, con tutti i ragazzi per casa. Sembrava di rivivere momenti del passato, certo meno tranquilli, ma comunque allegri e divertenti. In più c’era Jimi, e anche con lei, le sue esigenze e la sua vivacità, la sensazione era di essere tornati a molti anni fa, con voci di bambini e giocattoli per le stanze.

Comunque, a parte il piacere di stare in famiglia e con gli amici, il 2017 non è cominciato bene, in Italia e nel mondo, per vicende diverse, ma egualmente tragiche. Non che ci si aspettasse granché, visto il 2016… E poi, come è difficile certe volte conciliare una sana voglia di vita (far festa, ridere, viaggiare, godere delle cose belle e buone che ci possiamo permettere) con uno sguardo attento e preoccupato, ma anche arrabbiato, su ciò che succede attorno a noi. Riflessioni scontate, lo so, ma non per questo meno reali.

Anche il blog di Fantastic Nonna, nella sua estremamente varia composizione dei post, corrisponde a questa lotta tra opposti che sta, credo, in ognuno di noi. Mia mamma, per esempio, sta sveglia la notte a pensare a ciò che di più negativo accade, ma poi questa vitale ottantaseienne una bella risata non se la fa scappare.

E così, per alleggerire la tensione, leggiamo divertite un’altra puntata del Diario semiserio di una Gnogna o sogniamo un viaggio a New York, magari per cenare all’Enoteca Maria, con il suo progetto sulle cucine di tutte le nonne del mondo.

Penso che la marcia delle donne a Washington, in tutti gli USA e nel resto del mondo sia stato un evento importante, anche se è da considerare solo l’inizio di un processo che, secondo me, vedrà in America molta più gente, e soprattutto donne, interessarsi alla cosa pubblica.

E poi, che altro nel blog da novembre? La mostra di quella grande fotografa siciliana che è Letizia Battaglia, se siete a Roma, non perdetevela.
Il post con un’intervista a un cantastorie che parla anche della sua nonna, che gli ha comunicato l’amore per le filastrocche. E, a proposito di filastrocche, il primo video di Fantastic Nonna su youtube, più che altro una sperimentazione, con la mia amica Francesca Amat, anche lei cantastorie (ma anche molto di più), che ne recita e mima una della tradizione.

Ci sono anche diverse ricette di Patti, tutte semplicissime, per le nonne che devono preparare da mangiare ai nipoti, magari anche divertendoli. Per esempio questa della torta di rose. Ce ne è anche una mia, anche questa molto facile, preparata per il compleanno di Jimi. Per ora sono tutte ricette per i bambini, magari più avanti penseremo anche a proporre ricette per tutta la famiglia.

Ancora pochi istanti per consigliarvi un film che mi è piaciuto davvero molto, 7 minuti, un film di donne, anche se diretto da un uomo, Michele Placido. E’ anche un film sul lavoro e fa riflettere su tutto ciò che sta cambiando in quest’ambito. Sono anche orgogliosa di una mia amica, Lee Colbert, che fa parte del cast per una piccola parte. Ormai è difficile trovarlo nelle sale, ma probabilmente si può reperire in rete oppure trovare nella programmazione di qualche cineforum (come, tra qualche giorno, in quello di Borgomanero).

E ora, tanto per rinfrescarci la memoria, le donne che hanno vinto un Nobel: loro sono il simbolo di migliaia di altre donne che hanno fatto ottimamente il loro lavoro ma sono rimaste misconosciute e di milioni che non hanno avuto pari opportunità.

Per finire una riflessione di Arundhati Roy, che un po’ di speranza ce la dà, così non smettiamo di lavorare e impegnarci 😉
“Il sistema collasserà se ci rifiutiamo di comprare quello che ci vogliono vendere, le loro idee, la loro versione della storia, le loro guerre, le loro armi, la loro nozione di inevitabilità. Ricordatevi di questo: noi siamo molti e loro sono pochi. Hanno bisogno di noi più di quanto ne abbiamo noi di loro. Un altro mondo, non solo è possibile, ma sta arrivando. Nelle giornate calme lo sento respirare.”

Un abbraccio.
Rossella

ragazze, se non volete più ricevere potete facilmente levarvi dalla mailing list, trovate il link qui sotto; se invece volete farla conoscere ad altre amiche nonne vi ringrazierò :). se poi avete voglia di scrivere qualcosa, faccio i salti di gioia!
logo1-1

Newsletter n°5 – 8 novembre 2016

Care tutte,
oggi è il mio compleanno, ma è anche una giornata cruciale per il futuro degli Stati Uniti e, di conseguenza, di tutto il mondo.

Anche chi non è contento (e io sono tra questi) della prospettiva di una presidenza Hillary Clinton (ma quanto è bella la nostra conquista di mantenere il nostro cognome…), è certamente più spaventato dalla possibilità che Trump e collaboratori scelti da lui decidano per quattro anni le sorti del pianeta.

Anche se, per essere sinceri, sul continuare a creare barriere e divisioni tra il Nord e il Sud del mondo, anche l’Europa ci mette del suo.

E le nonne? Confesso  che negli ultimi anni ho perso quella fiducia nel continuo progresso della società umana che avevo un tempo. Il futuro mi sembra invece un po’ più simile a quei cupi film di fantascienza che mi piacevano tanto proprio perché raccontavano un’evoluzione del mondo che credevo impossibile.

Eppure, proprio essere nonna mi fa essere più fiduciosa, mi aiuta a non mollare, a continuare a conoscere e imparare cose nuove,  a impegnarmi su vari fronti.

Credo che l’educazione delle nuove generazioni sia una questione irrinunciabile e mi emoziona contribuire a far crescere (parlo di Jimi) una nuova donna intelligente, consapevole e libera.

Il blog di Fantastic Nonna sta andando avanti, grazie anche a contributi più numerosi delle mie amiche. Se avete voglia date uno sguardo al post di Maria Francesca sulla sartoria per bambini in cui lavora come volontaria www.fantasticnonna.com/una-sartoria-allegra-e-solidale . Oppure al bel racconto di Giovanna sulla visita al Mart con suo nipote www.fantasticnonna.com/creare-insieme-dei-momenti-memorabili. E naturalmente alle ricette di Patti e ai racconti della Gnogna (che in questo periodo va un po’ a rilento perché è nato il secondo nipote).

Una bella esperienza che racconterò in un prossimo post è stato l’incontro con le nonne svizzere del Movimento AvaEva: sono andata a un loro convegno a Bellinzona, dove sono stata accolta con affetto e dove ho provato un po’ d’invidia per il loro entusiasmo e la loro organizzazione, e ancora di più per la loro capacità di creare un collettivo vivace e pensante.

Vi lascio con una foto di Jimi con i suoi nonni che stanno dall’altra parte del pianeta: Lily e Robert, gli amorevoli nonni taiwanesi/neozelandesi.

Un abbraccio a tutte.
Rossella

 

logo1-1

Newsletter n°4 – 17 settembre 2016

Care tutte,

finita l’estate, siamo a settembre, l’inizio dell’anno.

Anche chi non va più a scuola, per studiare o lavorare, né ha intorno piccoli in età scolare sa che l’inizio di settembre è la vera svolta dell’anno. Si fanno progetti, buoni propositi, si decide cosa deve essere continuato e quali attività si devono iniziare. Sì, si programmano anche le diete e le attività fisiche, insomma si progetta un nuovo anno che deve essere un po’ migliore di quello passato. Poi, naturalmente, non sarà così, ma a settembre tutto sembra possibile, e questo è senz’altro un bell’aiuto per non pensare che l’estate è finita.

Anche se la newsletter si è fermata in agosto, il blog ha continuato a pubblicare due post alla settimana, ma anche Fantastic Nonna ha dei buoni propositi per il nuovo anno.

Prima di tutto le ricette. Patti ha scelto il part-time per l’anno prossimo e quindi ha promesso più tempo da dedicare al blog, e molte delle ricette saranno sue. Qui una ricettina molto semplice, ma anche molto appetitosa per i bambini; le polpettine sono fritte, ma una volta ogni tanto non fa male…

Poi le recensioni. Recensioni di libri per bambini e recensioni di libri che hanno per protagonista una nonna. Guardate che non è facile trovarli, e magari anche belli. Quindi si accettano suggerimenti e, se vi viene voglia, anche di recensioni complete. Intanto eccone una qui. A volte si parlerà anche di libri per bambini che hanno per protagonista una nonna, ne sto raccogliendo un po’. Anche in questo grazie per consigli eventuali.

Anche la Gnogna ha ricominciato a scrivere e ci sarà più o meno sempre una puntata a settimana, più o meno perché non bisogna farle fretta… Ma di cose da raccontare ne ha sempre tantissime, una vera saga familiare in cui, almeno a pezzetti, molte di noi possono riconoscersi. Ecco qui la settima puntata, in anteprima.

E poi continuano le riflessioni, i ricordi, i suggerimenti a ruota libera, sperando che qualcosa ogni tanto vi possa interessare, come questo post di Silvia, o magari questo su un asilo nel bosco.

Questa bella foto di una nonna, Lynn, e sua nipote, svegliate alle sei del mattino è di Dennis Marsico.

4dc14615-5780-46eb-9aea-31f544c17d5b

Vi saluto con un video, bellissimo, che mi ha emozionato. Anche perché quello delle terribili migrazioni dei nostri tempi credo sia un tema che non dobbiamo mai dimenticare. Anche se non si sa l’inglese credo che l’emozione passi lo stesso, grazie anche agli splendidi attori.

Baci e abbracci a tutte.
Rossella

 

logo1-1

Newsletter n°3 – 16 luglio 2016

Care tutte,

l’estate è cominciata. Il meteo è un po’ alterno, ma il caldo c’è, e questo è un bene, fa sembrare che la vita del pianeta proceda normalmente. Invece tanto normale non è, accadono cose terribili. Ma forse è solo che ci siamo illusi per anni di una linea di tendenza verso il bello, il buono, il giusto, senza accorgerci veramente di ciò che succedeva al di fuori del nostro mondo. E così il brutto, il cattivo, l’ingiusto è scoppiato tra di noi, non solo per violenze e attentati, ma perché ha cambiato la testa e il cuore della gente, e non ci si riconosce più come simili per strada.

Scusate la divagazione. In realtà volevo dire: è arrivata l’estate e Fantastic Nonna ha postato alcuni consigli per fare l’orto con i nipoti 😉 , in campagna, ma anche su un balcone. Potete leggere l’articolo qui. E’ un post che può essere in divenire: se avete altri suggerimenti li aggiungiamo, grazie mille.

In due post sono stati affrontati argomenti femministi, o comunque di attenzione alla differenza di genere, qui e qui, tema che mi sta molto a cuore e filone da continuare perchè non bisogna mai abbassare la guardia: invece di urlare, abbiamo parlato per molti anni troppo sottovoce, e i risultati si vedono.
Nel post dico che non dirò a Jimi che è carina, la sto aspettando per settimana prossima (passerà tre settimane da noi e farò un po’ di esperienze da nonna a tempo pieno) e vedrò se resisto a farle qualche complimento.

bcf7a144-7d05-4842-944c-204f04b55a8b

Il diario semiserio di una Gnogna continua sul blog, meno male: siamo alla quinta puntata, se vi va leggetela qui.  Ora la gnogna è al mare, con il nipote e la mamma quasi novantenne, quindi si è presa un po’ di pausa, ma arriverà presto la sesta puntata, non dubitate.

Per salutarvi posto il link a un video di danza, che non c’entra nulla con le nonne (o poco, con le nonne in fondo c’entra tutto, mi sto accorgendo), ma mi è piaciuto molto e spero piaccia anche a voi. Eccolo.

Un abbraccio a tutte.
E ricordate che se volete cancellarvi dalla newsletter è molto semplice, guardate in fondo a questa mail.
Rossella

 

logo1-1

Newsletter n°2 – 7 giugno 2016

Care tutte,

questo mese nel blog sono stati pubblicati post sugli argomenti più vari, dalle mamme che accompagnano le figlie in sala parto al movimento svizzero delle nonni ribelli (evviva!), passando per Susan Sarandon e la nonna dei rifugiati in Somalia.

Ma uno di questi post mi riguarda molto da vicino, perché ho raccontato delle mie felicissime esperienze di neononna a tempo pieno. I genitori di Jimi sono andati a New York per una settimana e hanno lasciato la piccola a noi nonni. Tutto inaspettatamente perfetto! Naturalmente siamo stati fortunati, ma nel post ci sono alcuni suggerimenti che possono essere utili per altri nonni che si trovassero in una situazione simile.
Ecco qui il link al post.

Ed eccomi qui, allegra a Berlino (anche il tempo è stato magnifico…)

318f1e48-395e-4134-9e9f-cce6504d548f-1

Il blog ha anche una grande novità, molto divertente: l’esilarante diario di una nonna (prima, durante e dopo il diventarlo). Si tratta di una mia amica, che da tempo mi raccontava le conflittuali vicende con sua figlia, madre di suo nipote. Io ridevo mentre me le raccontava, ridevo per giorni ripensandoci, e speravo proprio che le venisse voglia di scriverle per il blog. E così è stato, in un diario a puntate. Ecco la prima. Non ridete troppo.

Un ultimo consiglio. Se dovete organizzare le vacanze con i nipoti, siano viaggi avventurosi o soggiorni calmi e stanziali, ecco due siti che possono aiutarvi: its4kids e bambini con la valigia.

Auguro a tutte una buona estate!
Rossella

ps: se volete cancellarvi dalla mailing list, guardate in fondo, è facilissimo, l’ho provato. se invece vi piace, potete inoltrare ad altre amiche.

 

logo1-1

Newsletter n°1 – 12 maggio 2016

Care tutte,

vi presento la newsletter di FantasticNonna.com.

FantasticNonna è un blog su idee, riflessioni, ricordi, scoperte di una nonna (io) e delle sue amiche, con occhi aperti e curiosi sul mondo dei bambini e sulle sue relazioni con l’arte, la scienza, la storia, la demografia. Il nostro sguardo si sofferma però anche sulle trasformazioni della società italiana e si allarga a piccoli e grandi temi che riguardano i popoli del pianeta.

Visitate perciò il nostro sito, www.fantasticnonna.com, non ve ne pentirete 😉
Il blog pubblica i suoi post due o tre volte alla settimana.
La newsletter, invece, vi arriva nella posta più o meno una volta al mese.
Se vi annoia, potete cancellarvi subito, guardate in fondo, è facilissimo.
Però, se non vi dispiace, inoltrate questa email anche ad altre amiche nonne.
(e sono aperte le collaborazioni, naturalmente…)

Intanto, ecco due foto che hanno girato in rete in questi ultimi tempi, provenienti da mondi molto diversi:

070401437-99062947-18b0-4e01-8442-7cb9bae5ed78

il bellissimo ritratto, scattato da Annie Leibovitz, di una nonna molto speciale, Elisabetta seconda e i suoi pronipoti,

54e4eaf0-dab6-4cb0-83f2-b77b9d479cc4

e l’immagine delle nonne greche che nutrono il piccolo rifugiato siriano a Lesbo (mi scuso, ma non ho trovato l’autore).

E, visto che parliamo di foto, allego il link a un post che dà alcuni suggerimenti su come fotografare i nipoti quando sono più piccoli (poi ne arriveranno anche per i più grandi)

Una lezione di fotografia

Baci e abbracci a tutte.
Rossella