Per pura passione

Letizia Battaglia è una grande fotografa. Anzi, è una dei grandi della fotografia contemporanea. Per oltre quarant’anni ha fotografato soprattutto Palermo e la sua società. Comincia a lavorare per L’ora, prima donna fotoreporter, e negli anni Settanta e Ottanta non è certo facile essere una donna che documenta la cronaca nera. Per molti anni partecipa alla lotta del giornale contro la mafia, fotografando persone, situazioni, e centinaia di morti ammazzati. Ma dopo la strage di Capaci, nel 1992, dice basta, non vuole più fotografare la morte violenta. Continua però a testimoniare la società palermitana e la densità delle sue emozioni, la sua povertà e ricchezza, il suo dolore e la sua speranza.

Nata a Palermo nel 1935, vissuta a lungo anche a Milano, Letizia è mamma di tre figlie, nonna e bisnonna. Lei dice che dalle sue foto si capisce che dietro c’è una donna, per la delicatezza, l’entrare dentro le cose. Nelle sue immagini ci sono anche molte bambine, “come se volessi tornare ai miei 10 anni”, l’età della fragilità ma anche della forza che sta nella fiducia verso il futuro.

Una fotografia piena di contraddizioni positive, come è una contraddizione il rapporto che ha con la sua città, “un rapporto di rabbia e di dolcissima disperazione”.

Sul lavoro di questa grande e coraggiosa fotografa è in corso in questi giorni, fino ad aprile 2017, una mostra antologica al MAXXI di Roma, Per pura passione. Sono presenti oltre 200 fotografie in bianco nero, dai forti contrasti formali e contenutistici, tipici degli scatti di Letizia. Questo è il link al sito della Fondazione MAXXI per tutte le informazioni.

Se passate da Roma non perdetevela, anzi, magari andateci apposta. Ne vale sicuramente la pena.

In copertina una delle foto più famose di Letizia Battaglia, Bambina con pallone, 1980. “Con le occhiaie e i capelli dritti, come le mie figlie, come ero io a 10 anni”.