Preparare la festa del 7 agosto

Questo post non c’entra molto con l’essere nonna, se non per il fatto che Jimi ha partecipato attivamente quest’anno al suo primo sette agosto. Tra l’altro, questa volta erano di nuovo tantissimi i bambini piccoli: si vede proprio che la generazione dei nostri figli, nonostante l’indubbio calo demografico, ha cominciato a metter su famiglia.

Il sette agosto per la nostra famiglia è un po’ un Natale estivo che ci siamo inventati; Natale perché non importa in che giorno della settimana cada, comunque si festeggia. E’ il compleanno di Paolo, mio marito, e da tempo immemorabile quella sera raccogliamo in una grande festa tutti gli amici che non sono partiti in vacanza oppure sono in villeggiatura dalle nostre parti, sul lago.

All’inizio era proprio per dire ‘oltre al compleanno di Paolo, festeggiamo tutti quelli che non sono in vacanza ad agosto’. Ma ormai le vacanze non si fanno più necessariamente in questo mese e la schiera di quelli che partecipa alla nostra festa è sempre più varia e numerosa.

Dopo tutti questi anni di organizzazione della Festa (con la F maiuscola, perché poi ne organizzo altre durante l’anno, ma questa è la più importante) ho messo a punto alcuni accorgimenti che mi permettono di semplificare la preparazione e accorciarne moltissimo i tempi e la fatica, oltre a rendere la festa in sé più piacevole e fluida. Spero di non riuscire troppo supponente se ve li racconto; può darsi anche che altre padrone di casa siano più organizzate di me e li trovino banali. Mi rendo conto anche di apparire una perfettina, ma chi mi conosce sa che non è per niente così.

Comunque eccoli qua.

  1. Bicchieri. Non mi piace bere il vino in bicchieri di plastica, anche in quelli in materiale riciclabile. Ho deciso perciò di comprare tantissimi bicchieri a calice, un po’ li avevo, un po’ giro a cercarli nei mercatini dell’usato via via che si rompono. A ogni bicchiere viene legato un nastro diverso, facilmente riconoscibile. Nelle feste in cui il tempo di preparazione era davvero scarso, e gli aiuti ancor di più, accanto alla distesa dei bicchieri ho messo una scatola con i differenti nastrini tagliati in misura e ogni ospite ha scelto e legato il suo, in modo da poterlo tenere d’occhio durante tutta la durata della festa.
  2. Piatti. Stessa cosa per i piatti, o meglio i piattini da dolce, tutti diversi, che cerco ovunque o mi faccio regalare. Ne ho una collezione davvero interessante, che a volte divido per categorie (old style, design moderno, pop, forme strane, ecc.) quando li uso a tavola per pochi invitati, ma che nelle feste sono tutti mischiati.
  3. Cibo. Ognuno porta qualcosa, ma questo è più che banale, ormai consueto nella maggior parte delle feste. Spesso però chi invita si sente in dovere di preparare comunque alcuni (abbondanti) piatti: in questo modo si accumula più cibo di quanto potrebbe mai venir consumato e la fine della festa si risolve in un impacchettamento di cibi da portar via per tutti. Io sono dell’idea che se si dice di portare ai vari ospiti una propria specialità, la casa deve offrire solo una base: pane buono, meglio ancora se speciale, crackers, crostini e altri prodotti da forno da tirar fuori via via, un paio di forme di formaggio, dei salami e altri affettati, frutta, vino, acqua e bevande, qualche altra (piccola) prelibatezza. La voglia di dimostrare la nostra abilità culinaria lasciamola da parte per quella sera; l’esibiremo in altre occasioni.
  4. Spazi. Trovare il posto giusto per cose e persone è un elemento fondamentale in una festa. Ma naturalmente dipende dalla casa e/o dal giardino che abbiamo a disposizione. Mi sento di consigliare soltanto (e l’ho capito anch’io da non molto) di creare degli spazi concentrati per cibi e bevande (salati, dolci, vini, ecc.), in modo da lasciare liberi tutti gli altri perché gli ospiti possano sedersi, chiacchierare, muoversi, senza avere sotto il naso le teglie di pasta al forno a cui tutti attingono. In particolare a casa mia riservo per i cibi le stanze a pianterreno, mentre il giardino e il portico sono disponibili per la festa vera e propria.
  5. Tempi. Io dedico davvero poco tempo alla preparazione perché ormai tutto è già rodato: quali tovaglie mettere, quali tavoli e sedie spostare, dove sistemare posate e altri oggetti di servizio. Però è necessario fare alcune cose per tempo, oltre alla spesa, naturalmente: mettere il vino bianco e le altre bibite in fresco, tirare invece fuori dal frigo i formaggi, controllare che piatti e altro siano puliti, preparare i taglieri e i coltelli per affettare, i mestoli e grandi cucchiai per i cibi che porteranno gli ospiti. Altrimenti l’ultima ora prima dell’inizio si trasforma in un incubo di frenesia.
  6. Luci. Io sono fortunata perché Paolo è fotografo e quindi delego a lui la sistemazione dell’illuminazione. Ma io penso alle candele, che secondo me rallegrano ogni festa serale: niente di complicato, bastano piccoli lumini sistemati nei punti giusti.
  7. Musica. Una festa deve avere della musica, non importa quale e in che forma: può essere un concerto vero e proprio, un paio di amici che suonano, un revival da cantare tutti insieme, musica registrata di sottofondo o un DJ set per ballare. Ma non dimentichiamola mai (vicini permettendo).
  8. Età. Alle nostre feste partecipano da sempre 4 generazioni, dai bisnonni ai nipotini. Trovo che questa convivenza di più generazioni ai momenti di festa, e non solo familiare, sia una grande ricchezza sociale e culturale: i miei amici sono amici miei, ma anche di mia madre e dei miei figli e probabilmente lo saranno di mia nipote. Una volta che si è superata l’adolescenza, le feste esclusivamente tra pari mi sembrano più aride e autoreferenziate, e anche meno allegre. Certo è necessario fare attenzione alle diverse esigenze di anziani e bambini (posti a sedere e spazi sicuri, per esempio), ma sono tutte cose facilmente risolvibili.

 

In copertina foto di bicchieri a un sette agosto fotografati da Claudia Bergonzi.