Una rosa è una rosa è una rosa

Anche giugno è il mese delle rose. Anzi, alcune delle mie rose fioriscono euforiche da maggio a novembre.

Ho diverse rose nel mio giardino e vorrei averne di più. Vorrei anche imparare i loro nomi, distinguere le specie, scoprire le migliori rampicanti e quali diventano i cespugli più rigogliosi.

Ma non è sempre stato così. Quando ero ragazzina, le rose erano i fiori di mia nonna, fiori perciò da vecchia signora, mentre io apprezzavo quelli spontanei, di campo, piccoli, inodori e poco pretenziosi. Mia nonna Giulia invece amava le rose, tantissimo. Ne adorava il profumo, la forma sensuale, i colori intensi, le volute dei petali. Era felice quando qualcuno gliele regalava, aveva foulard e abiti estivi con le rose, le dipingeva da pittrice amatoriale. Io sorridevo di questa sua passione, ma non riuscivo a condividerla.

Ma si cambia. E anno dopo anno mi sono scoperta ad apprezzare sempre di più questi fiori, e a non averne mai abbastanza.

Una rosa è una rosa è una rosa, ci dice Gertrude Stein in questo suo mirabile verso poetico. Ma una rosa non è solo il suo nome e la sua essenza. La rosa ha un passato antichissimo, genetico e storico, che risale a molto prima della nascita dell’uomo e della donna. Noi, nel nostro studiarla, coltivarla, amarla, lo raccogliamo e lo continuiamo.

Ma forse in realtà siamo inutili, perché le rose, tra i tanti altri pregi, sono fortissime, resistenti al freddo e anche alla siccità, e la loro specie sopravvivrebbe certo anche senza le nostre cure. Hanno solo bisogno di luce, le ho viste morire per una pianta di alloro troppo invadente.

Comunque prometto, le curerò di più, le poterò al momento giusto, con le mani toglierò i parassiti, le concimerò e farò in modo che nessuno tolga loro il sole. Poi ne comprerò di nuove: ne ho trovata una, selezionata in Danimarca, che si chiama Julia e la pianterò pensando a mia nonna.

Una bella riflessione sulle rose e qualche dritta per coltivarle la troviamo sul blog di una mia amica, Oltre il balcone, provate a visitarlo.

Chissà se Jimi penserà alle rose come ai fiori di sua nonna…

 

Le foto di questo post sono di una bella pianta di rose del mio giardino, di cui però non ricordo il nome.