Quel genio di Maria Montessori

Tra le tante verità pedagogiche che quel genio di Maria Montessori ci ha trasmesso c’è il principio base dell’importanza dei compiti pratici nell’educazione dei bambini.

Nel suo libro La scoperta del bambino (pubblicato nel 1912 ed edito ancora oggi da Garzanti) Montessori dice

Arrotolare un tappeto, spazzolare un paio di scarpe, lavare una catinella, apparecchiare una tavola, aprire e chiudere cassetti o sportelli, porte o finestre; assestare una stanza, mettere in ordine delle seggiole, ecc, sono esercizi ove tutto il corpo si muove o dove ora questo ora quel movimento si esercita particolarmente e si perfeziona.

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Ma non solo. Attuare questi compiti pratici costituisce un’educazione all’indipendenza, condizione indispensabile per una crescita sana e completa (“non si può essere liberi se non si è indipendenti”).

Se si è d’accordo con questi principi, proviamo ad attuarli quando i bambini sono da noi. Il messaggio è sicuramente più efficace se è in armonia con ciò che vivono e vedono (anche in questo caso l’importanza dell’esempio) a casa loro, ma in ogni caso è un bene se la comunicazione arriva dai nonni.

Fin dai primissimi anni possiamo incoraggiarli a

  1. vestirsi e svestirsi, innanzitutto, uno dei primi compiti-conquista;
  2. tenere in ordine i propri giocattoli, ognuno al suo posto, magari in contenitori diversi per materiali, tipi di gioco o colori;
  3. aiutare ad apparecchiare e sparecchiare;
  4. aiutare a cucinare, così divertente, con tempi e modi adeguati, però non solo come gioco, ma anche come attività che contribuisce alla vita della famiglia;
  5. anche eseguire alcuni semplici compiti di pulizia, certamente fornendo strumenti adatti alle capacità e dimensioni dei bambini.

Il tutto è più efficace se si creano ritmi e regole, ma leggeri, elastici, trasformabili, senza rigidità o sensi di colpa.

 

Come immagine di copertina, un fotogramma del film Mary Poppins, da cui è stata tratta anche  la gif elaborata all’interno del post.