Nonna viaggiatrice

Antonietta è una nonna viaggiatrice. E’ di Udine, ha settant’anni ed è un’insegnante in pensione.
Ha due figli grandi e due nipoti, anche loro ormai cresciuti. Da qualche anno ha deciso di seguire liberamente la sua passione per i viaggi e per la scoperta del mondo. E ha scelto di farlo da sola.

E’ una viaggiatrice sorridente, contenta di vivere le sue esperienze in solitaria, ma anche felice di incontrare gente, siano abitanti dei luoghi che attraversa, siano viaggiatori come lei.

L’abbiamo conosciuta a Yazd, la bella città iraniana inserita di recente nel Patrimonio dell’Unesco grazie a un centro storico costruito in adobe color terracotta e alle sue torri del vento, il sistema, ecosostenibile e rivoluzionario, ma antichissimo, utilizzato per rinfrescare le case nei lunghi mesi di caldo torrido che questa città conosce.

Yazd, torri del vento

Richiamati da un ‘Sento parlare italiano…’, io e Paolo ci siamo fermati brevemente a chiacchierare con questa signora dal caschetto di capelli grigi e la bella faccia abbronzata.
Così Antonietta ci ha raccontato, in poche battute, come si fa in questi casi, del viaggio che sta facendo.

Partita a metà gennaio per l’ India, è arrivata da pochi giorni (siamo a metà marzo) in Iran. Ma come intuiamo subito, il suo cuore è rimasto a Varanasi, dove, dice, avrebbe potuto restare infiniti giorni a osservare il suo popolo, dalla infinita dolcezza e grande spiritualità.

Poche parole, ma i suoi occhi brillano e capiamo che l’India, a cui pensiamo da tempo, è uno dei viaggi che dovremo organizzare in un prossimo futuro. Antonietta conferma, è un viaggio che dobbiamo obbligatoriamente fare, lei c’è stata varie volte, e sempre, poi, con il desiderio di ritornare.

Come potete immaginare, questa nonna che viaggia da sola mi ha affascinato. La mia vita è diversa, con Paolo viaggiare è un piacere, ma confesso che il viaggio in solitaria non mi spaventa, anzi, mi attrae moltissimo, per l’enorme possibilità di incontri e di avventure che offre.

Ancora di più invidio i due mesi e oltre di viaggio senza soluzione di continuità. Adoro la mia casa e il posto dove vivo, ma, se la mia vita me lo permettesse, non esiterei un attimo a fare le valige per un giro del mondo senza passare dal via.

Antonietta, mi ha raccontato anche, quasi con un po’ di vergogna, di essere una blogger.
‘Da quando sono anziana mi è venuta la voglia di scrivere. Il blog è un semplice diario dei miei viaggi, dove racconto quello che mi succede, i miei incontri, le me impressioni e le mie emozioni. Faccio le foto con il cellulare, senza pretese, anche le immagini sono solo rapidi appunti di viaggio.’

Nonna viaggiatrice

Paolo le ha scattato una foto mentre parlava con me nel primo pomeriggio, ma poi ci siamo incontrati di nuovo verso sera e le abbiamo chiesto di posare per un ritratto, quello di copertina.

Credo che sia un’immagine che la rappresenta perfettamente: lei, allegra e sorridente, sullo sfondo della bella moschea di Yazd, e dietro, seminascosta, una delle belle bambine iraniane dagli occhi neri e intelligenti.

Mentre scrivo, sul bus per Isfahan, Antonietta mi manda un messaggio per ringraziarci della foto, e ci dice di essere anche lei in viaggio per la stessa città, con uno sfasamento di un paio d’ore.
Può darsi allora che ci si rincontri, oppure no.

Continuerò comunque a seguirla sul suo blog in questo viaggio e nei prossimi. Se volete seguirla anche voi, questo è il link.

Questo il link a un post del mio blog di un’altra nonna innamorata dell’India.

Questo il post sul mio primo viaggio in Iran. Immagini e pensieri sullo stesso viaggio li potete trovare in questo post sul blog di Paolo.