La nonna vuota il sacco, un romanzo

Le nonne sono personaggi importanti in molti romanzi, ma raramente ne sono anche le protagoniste.

In questo romanzo, o meglio in questa biografia romanzata, la nonna, Elisabeth Röther, è invece non solo la protagonista, ma anche la voce narrante di settanta anni di vita di una famiglia, a cavallo tra epoche diverse e differenti continenti. La Germania nazista, la fuga in America per raggiungere l’amato marito ebreo, la vita a New York, la figlia e i suoi vari mariti, la cameriera-alter ego, la nipote,… Il tutto ironico, esagerato, spesso politicamente scorretto. Soprattutto improponibile dal punto di vista educativo se visto con lo sguardo di oggi: bambini puniti in ogni maniera, non considerati, non assecondati, a volte abbandonati; ma probabilmente molto vero se rapportato ai personaggi e all’epoca.

L’autrice è Irene Dische, la nipote, e racconta nel romanzo le vita (vera) della propria inusuale famiglia con la voce della nonna, che continua a osservare e a narrare le vicende familiari anche dopo la sua morte.

Elizabeth si racconta senza tabù, lei rigida cattolica osservante, ma guidata dal buon senso e dalla sua intelligenza. Parla delle persecuzioni, del taglio deciso con la sua famiglia nazista, dell’ebraicità, della povertà e della ricchezza, del sesso, anche della morte, sempre con un tono insieme realista e scanzonato.

E’ un personaggio sempre riconoscibile e molto ben delineato, ma che si evolve, trasforma il suo modo di pensare, si adegua ai tempi, cambia opinione, grazie anche al rapporto con le nuove generazioni. Bellissime (e confortanti) le sue riflessioni sull’età avanzata e sulle gioie di arrivare ai settanta, sulla diversità di vivere il dolore e il piacere quando si è giovani e quando si è vecchi: sono un inno alla senilità e un invito a non lasciarsi mai andare in tutti i sensi.

Il linguaggio del romanzo è molto limpido e colloquiale, con qualche dubbio sulla traduzione, o forse è solo troppo scandito per la lingua italiana, non so. In ogni caso, alla fine ti sembra di far parte della famiglia e di conoscere ogni personaggio nelle pieghe più recondite del suo carattere. Stupenda la domestica tedesca, che rinuncia al matrimonio per amore di questa famiglia e la segue, senza una reale necessità (lei non deve scappare dalla Germania) in un mondo nuovo e sconosciuto, di cui impara lingua e costumi a modo suo. In generale teneri e commoventi, anche se a volte difficili o sbrigativi, i rapporti tra le donne della famiglia, che costituiscono decisamente il nucleo forte, attorno a cui ruotano e si appoggiano, non sempre indispensabili, i personaggi maschili.

Davvero un libro piacevole, forse non un capolavoro, ma se vi capita leggetelo, ve lo consiglio.

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In Italia, La nonna vuota il sacco è edito da Neri Pozza.

In alto, l’immagine di copertina dell’edizione originale americana.